L’OLIO DELL’OLEIFICIO GUCCIONE NON SARÀ MAI UN OLIO STANDARDIZZATO UN OLIO DI STAMPO INDUSTRIALE. SARÀ PIÙ AMARO O PIÙ PICCANTE,
MAI UGUALE.

OLEIFICIO

Nessun olio è uguale all’altro, ma soprattutto non può esserlo di anno in anno. È la pianta, è il clima, è il terreno, è l’uomo a non ripetersi mai. E poi c’è il frantoiano che decide liberamente se l’olio che fa è ancora un prodotto artigianale, mettendo a frutto quanto gli offre la natura e il tempo.

La famiglia Divita ha iniziato a frangere olive nel 1966, per iniziativa dei nonni, Vito Divita e Maria Guccione, prima azienda della zona ad abbandonare, nel 1990, le presse e a puntare sulla lavorazione a ciclo continuo.

Oggi, l’impianto è stato rinnovato completamente e sostituito con i macchinari, prodotti dalla svedese Alfa Laval. Una scelta in nome della qualità, del rispetto per
il prodotto e del progresso.

È LA PIANTA, È IL CLIMA,
È IL TERRENO, È L’UOMO
A NON RIPETERSI MAI.

L’olio dell’Oleificio Guccione non sarà mai un olio standardizzato, un olio di stampo industriale, sarà più amaro o più piccante, mai uguale.

Le ragioni stanno sia in una mentalità squisitamente agricola, dove si ricorda, si osserva e si impara, rispondendo direttamente del proprio lavoro, sia nelle scelte tecnologiche, nel processo di estrazione dell’olio.