BEI MONTI I MONTI IBLEI CHE HANNO MANTENUTO UN PROFILO DOLCE, ARROTONDATO, SCAVATI AI FIANCHI
DA IMPRESSIONANTI CANYON.

TERRITORIO

L’idea di balcone implica l’idea di casa e non esclude quella di giardino. In questo caso, il balcone è un intero paese, un paese antico: Chiaramonte Gulfi, fondato nel 1296 dal conte Manfredi, che si affaccia dal pendio dei monti Iblei, abbracciando una grande parte della Sicilia, dalla punta di Gela all’Etna. Un panorama che nella luce primaverile risplende in un incantevole nitore.

Chi visita il balcone ibleo trova anche il suo miglior ristorante, famoso come il miele. Majore lavora in proprio il maiale, allevato da produttori di fiducia e lo imbandisce con vera maestria. Un piccolo locale signorile e familiare al tempo stesso dove i fratelli Divita, nipoti dei proprietari, passavano i loro pomeriggi di studio.

Per raggiungere il belvedere basta attraversare i Giardini pubblici, disegnati in stile italiano. Ma gli stessi monti Iblei, l’ampio altopiano che abbraccia le province di Ragusa e Siracusa, possono essere considerati un giardino dal punto di vista naturalistico. Il famosissimo miele ibleo, citato ovunque nell’antichità, quasi un dono divino al punto da essere usato per imbalsamare i corpi, nasce qui. E sempre qui, in un angolo più a nord, nel comune di Buccheri, nascosta in una querceta, germoglia ancora una pianta preistorica, apparsa sulle rive del Mediterraneo nel Terziario, cinque milioni di anni fa. È stata battezzata zelkova sicula e al mondo non ne rimangono, a parte una serie di fossili rinvenuti nel Lazio, che duecentocinquanta esemplari, scoperti per caso da alcuni botanici nel 1990. Bei monti i monti Iblei che hanno mantenuto un profilo dolce, arrotondato, scavati ai fianchi da impressionanti canyon.