tonda

Tonda iblea, questo è un caso dove il nome dice la cosa: l’aspetto e il luogo d’origine, l’altopiano ibleo. Ma la tonda iblea che suona come un complimento procace, coltivata soprattutto nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa, presente anche nel Trapanese e nell’Agrigentino, può chiamarsi anche cetrale, marmorina, raffiuna, firrisa o giarraffa, alimena, bruscarinu, caloria, prunara, tonda nera, vitriolo e piricuddara.

Tanti modi che rivelano un’attenzione particolare per un’oliva che sa farsi valere con una pezzatura che può superare i 6 grammi e una percentuale di polpa pari al settanta-ottanta per cento.

C’È CHI AFFERMA CHE IL GUSTO
DELL’OLIO DELLA TONDA IBLEA SIA
UN CONCENTRATO DI SICILIANITÀ
La resa in olio oscilla tra il 10 e il 12 per cento.
La tonda iblea fa bella figura anche come oliva da tavola bianca e nera. Tale figlia tale padre: la pianta ha la chioma folta, un portamento vigoroso e slanciato. C’è chi afferma che il gusto dell’olio della tonda iblea sia un concentrato di sicilianità, tra un fruttato intenso di oliva e un ventaglio di sentori dal pomodoro verde al carciofo, dalle erbe aromatiche all’erba tagliata di fresco.
Al palato, l’olio si distingue per una spiccata armonia, dove, in una scala ideale da uno a dieci, il piccante equivale a sette e l’amaro a cinque .